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lunedì 21 settembre 2009

Finalmente la coscienza comune si dirige verso il “Naturale” a grandi passi


In questo post prendo come spunto l’articolo dell’intervista fatta al professore ordinario di Sociologia dei Consumi all’Università San Raffaele di Milano, Giampaolo Fabris, pubblicato sulla rivista Riza Psicosomatica di questo mese.

Al professor Giampaolo Fabris gli viene chiesto di parlare di crescita economica ed in un momento di così grave crisi pare davvero un azzardo.

Eppure il mondo del naturale è in controtendenza, già proprio così!

Lo conferma il professor Fabris dicendo che per capire davvero occorre prima di tutto riconoscere che non si tratta di una crisi come tutte le altre perché non è solo una crisi economica e finanziaria, ma un momento di passaggio epocale dentro il quale stanno mutando i paradigmi culturali.

L’impoverimento causato dalla crisi, continua il professor Fabris è reale ma contemporaneamente si viene affermando un sistema di valori del tutto nuovo. Questa nuova cultura emerge proprio dai consumi, infatti anche quest’ anno i comparti del biologico e del benessere si consolidano e crescono.

Nonostante si associa un prezzo caro al prodotto biologico come anche al cosmetico naturale che anch’esso fa registrare bilanci positivi, il consumatore, anche se nel pieno di una forte crisi, fa emergere comportamenti virtuosi.

Insomma, continua ancora il professor Fabris, stiamo sbarcando in un’ epoca nuova.

Ormai, aggiungo io, il consumatore si sta rendendo conto sempre di più di quali siano le vere priorità nella vita.
E per quelli che ancora non hanno dato il primo passo verso il cambiamento voglio esprimere un mio pensiero:

"Per qualsiasi difficoltà che ci impone il vivere quotidiano, per ogni crisi, si dovrebbe partire sempre da noi stessi, dalla nostra interiorità profonda, dal nostro innato saper fare come gli equilibristi circensi che pur dando l’impressione di cadere quasi ad ogni passo, riescono sempre ad arrivare all’altro lato, anche divertendosi tra l’altro".

Dovremmo imparare ad accettare prima di noi stessi e poi di tutti e di tutto, sia il negativo che il positivo; ciò che è malato come ciò che è sano; quello che ci piace come quello che non ci piace; lo yang come lo yin. Imparando questo saremo sempre in equilibrio.

Dopodichè se ci prendiamo cura di noi nel miglior modo possibile in sintonia con la natura ed in sintonia con noi stessi che di essa facciamo parte e che la rappresentiamo nella massima evoluzione, allora si che possiamo affrontare tutte le crisi che ci sono e che verranno, tutte le evoluzioni, anzi mi piace dire: “Tutte le Alchimie” in modo naturale, perché le crisi, i cambiamenti, le alchimie fanno parte della natura.

Concludo questo post con le parole del dott. Raffaele Morelli estrapolate dalla stessa rivista Riza Psicosomatica di questo mese: 

“Occorre insomma la fluidità necessaria per apprezzare il moto delle onde e assecondarlo, viverlo e non subirlo, farsi portare senza farsi travolgere. Questo è, in fondo, il “Posto giusto” in cui stare.

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